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PREMIO
FERSEN
per la promozione e
diffusione
della drammaturgia
contemporanea italiana
sesta edizione
La cerimonia di premiazione si è svolta
giovedì 24 giugno 2010 alle ore 17.30 presso la Libreria Feltrinelli, via
Manzoni 12 – Milano.
E' stato presentato anche il volume antologico Premio Fersen
quinta edizione
con i testi vincitori.
VINCITORI e
MOTIVAZIONI
della
Sesta edizione del Premio Fersen
MONOLOGO
Il ponte
di Carla Di Donato
In questo suggestivo monologo
polifonico l’autrice dà voce ad un destino impersonato da un uomo/donna che si
muove capricciosamente, parla transgender e gioca le sue carte, scoperte, in
un’atmosfera pulp. Un’intensa e spericolata prova d’attore o d’attrice.
Il volo delle
farfalle. La scomparsa di Emanuela Orlandi
di Federica Festa e Matteo Festa
Gli autori trasformano un
episodio di cronaca nera in un riuscito monologo a tre personaggi. Si tratta
della storia inquietante di uno dei casi più noti e oscuri dell’Italia dei
misteri: la scomparsa della sedicenne Emanuela Orlandi nella Città del Vaticano.
Misteri che trovano un esplicito, puntuale riferimento nell’emblematica e
attuale frase: “Ha senso che la Chiesa continui a voler raddrizzare i sentieri,
tacendo i propri errori?”.
OPERA DRAMMATURGICA
I girasoli
di
Elisabetta Ratti e Emanuela Bolco
Durante la rivoluzione francese, due donne di diversa estrazione sociale
sono rinchiuse alla Bastiglia. Qui, mentre agiscono il loro personale
conflitto, sono costrette a lavare gli orridi panni intrisi di sangue dei
ghigliottinati, i “panni sporchi della Rivoluzione”, in attesa che la mannaia
assolva il suo compito. In questa originale e intensa pièce le due autrici si
misurano con il fantasma che ha sconvolto l’Europa del secolo breve: La
Rivoluzione, utilizzando con sapienza drammaturgica il suo archetipo per
eccellenza: il giacobinismo, tragicamente oscillante fra terrore e idealismo.
Studio per un teatro clinico
di
Maria Teresa Berardelli
In un susseguirsi di cinque scene dal ritmo incalzante, la giovane autrice
orchestra con bravura il delirio a quattro di donne che giocano a rimpallarsi
quel profondo senso di colpa femminile, inteso dichiaratamente secondo la
visione di David Lynch, che, nelle prime quattro scene (le illusioni) si
traduce in un alternarsi di euforia, senso di onnipotenza, senso di
inadeguatezza, desiderio di omicidio, di infanticidio, di morte, per poi
sfociare, nell’ultima scena (la realtà e l’epilogo), in autodistruzione.
SEGNALATI
Drammaturgia
Babele di Ana Candida De Carvalho Carneiro
Un testo che tratta i tanti problemi
dell’integrazione razziale con puntualità anche se in stile fiction tv.
Pezzi d'uomo a Mespalomas di Paolo Valentini
Un horror-trash curioso che tenta di rinverdire gli antichi
fasti del grand-guignol.
Monologo
Autoritratto in nero di Matteo Bacchini
Un tentativo di recuperare la memoria storica senza cadere
nel revisionismo.
Sospiro d'anima (La storia di Rosa) di Aida Talliente
Un esempio di teatro di narrazione che riesce ad evitare
alcuni fra i più vieti artifici retorici.