
TERZA
EDIZIONE
La
cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 20 giugno 2007 alle ore
18 presso la Libreria Feltrinelli, via Manzoni 12 – Milano.
È stato presentato anche il volume antologico Premio Fersen seconda edizione con i testi vincitori.
MONOLOGO
1°
classificato
Piccoli bianchi occhi
di Roberto Cavalieri
Scritto
con misura stilistica realista e sensibilità, indaga sul senso di
vergogna e sulla perdita di dignità di un anziano che, derubato da una
lestofante sotto mentite spoglie, si toglie la vita. Suggerito da un
fatto di cronaca, il testo affronta il tema, attuale, delle truffe ai
danni degli anziani.
2°
classificato
Tina è il rosso del vino
di Valentina Vacca
–
Bianca Feola
Il
testo tratteggia un omaggio doveroso, sentito e di buona scrittura alla
figura di Tina Modotti, di cui si evoca la militanza rivoluzionaria
fino al misterioso epilogo a Città del Messico. L’evocazione è ricca di
immagini e di riflessioni che aspettano di essere trattate in
palcoscenico da una mano esperta.
3°
classificato
Amanda
di Fabrizio Ansaldo
E’ in scena una bambina, poi donna, intelligente e troppo amata che
supera le crisi causatele dalla passione godendo nel vedere precipitare
negli abissi gli altri: genitori, mariti, amanti e il figlio. Un testo
che, nella sua brevità, affronta il tema psichiatrico
dell’autodistruzione.
ATTO
UNICO
1°
classificato
Armaville
di Paolo Fittipaldi
Ben
ritmato, stringente, il lavoro si rifà a una urbanizzazione selvaggia,
dove tutto è spazzatura, richiamandosi – si direbbe – ad Alphaville di
J.L. Godard (da cui il titolo). Il tentativo di proporre una nouvelle
vague teatrale in cui siano convogliati i rigurgiti dell’attuale che
minacciano l’individuo.
2°
classificato
Pentesilea vs. Achille
di Roberta Cortese
Come un von Kleist al femminile del terzo millennio l’autrice affronta
una tematica archetipica dove Eros e Tanatos coesistono e le donne
praticano come gli uomini la tortura. Il sottotesto mitologico è
evocato per parlare delle violenze in carceri come Guantanamo,
praticate anche da soldatesse, dunque con intento di denuncia.
3°
classificato
Carne da macello
di Anna Battaglia
Un testo dall’inizio sciolto, costruito “dietro le quinte” sul processo
che a un regista-fantoccio muovono i suoi attori. Una proposta di
teatro che vuole confrontarsi fra il reality, la realtà virtuale e la
sit-com, dove il “teatro della crudeltà” alla moda include il gossip
privato, con intenzioni graffianti.
OPERA DRAMMATURGICA (due atti)
1°
classificato
E Sancio lo tradì
di Piero Lotito
Un
testo che si è imposto per la padronanza della lingua, una tecnica
della scena di consumata perizia e per la novità con cui, nello schema
del teatro nel teatro, viene riproposto il metaforico conflitto fra
l’ideale e la realtà che anima il rapporto fra Don Chisciotte e il suo
scudiero. Di questo rapporto l’autore ha dato, in un immaginario teatro
multisala, una inedita versione in cui la natura di El Quijote e del
suo scudiero è resa con pungente ironia e scaltrita teatralità.
2°
classificato
Condominio Mitologico
di Patrizia Monaco
L’autrice – di cui è noto l’impegno nel teatro al femminile – si
cimenta nel genere socio-politico con scrittura esperta ed efficace,
realizzando l’incontro fra il Mito e il nostro tempo. Il risultato è un
testo grinçante (alla Anouilh), nel quale l’esperienza della Monaco
evita eccessi didascalici.
3°
classificato
Canto errante di un uomo flessibile
di
Tommaso Urselli
Un testo divertente, anche se amaro, con escursioni nel genere del
cabaret, sulle peripezie di un giovane che cerca di farsi strada in una
società di approssimative ambiguità aderendo alla parola d’ordine della
“flessibilità”, ottenendo in questo modo una ingiusta emarginazione.