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2002-2008 ©
Editoria & Spettacolo

QUARTA EDIZIONE

La cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 25 giugno 2008 alle ore 18 presso la Libreria Feltrinelli, via Manzoni 12 – Milano.

È stato presentato anche il volume antologico Premio Fersen terza edizione con i testi vincitori.


VINCITORI


MONOLOGO

Cipolle per il mio marinaio
di Angelo Zito

Una donna manifesta, con i toni dimessi della quotidianità ma con dedizione sincera, il suo amore per il marito, che fa il marinaio, ha una donna in ogni porto e sembra deciso ad abbandonarla. Il monologo è apprezzabile per i toni autentici della confessione della donna, che raggiungono il timbro del patetico ed un umile ma schietto clima poetico. Il finale, teatralmente efficace, lacera la tela del sogno domestico della donna e rivela una drammatica realtà.


ATTO UNICO


La gabbia  
di
Vincenzo Di Lalla


L’autore ha scritto una divertente, ingegnosa commedia appartenente al genere “giallo”, ma con situazioni schiettamente comiche. Vediamo due ladri che, introdottisi in un lussuoso appartamento per svaligiarlo, incorrono nelle numerose trappole predisposte dal proprietario che, con diabolica astuzia, ha messo in opera sofisticati congegni tecnologici per scoraggiarli. Il crescendo delle disavventure dei due malandrini si conclude in una gabbia dorata che preclude loro la fuga. Abile e sorprendente anche nel finale a sorpresa, La gabbia rinnova in ambito teatrale il comico-grottesco della commedia all’italiana.


Muoviti
di Lucia Berardinelli / Veronica Talassi


Muovendo dalla scoperta casuale, in una strada, di un corpo inanimato – che forse è un cadavere o forse no – le autrici conducono con verve, all’insegna dell’ironia, un’inchiesta pseudo poliziesca che diventa, con scorribande nel genere della rivista goliardica, una comica, dissacrante parodia dei comportamenti della gioventù d’oggi succube della televisione. Un testo attuale sul piano del costume, vivace e spiritoso, che riesce a ricavare effetti comici dalla premessa iniziale del presunto cadavere.

 



OPERA DRAMMATURGICA (due atti)


Lo sfratto
di Marco Bufarini

Una pièce originale, il cui spunto iniziale è la riapertura di un teatro distrutto dai bombardamenti durante la guerra e ricostruito. Due personaggi di una commedia senza fortuna sono rimasti intrappolati nel vecchio teatro e, con il passare del tempo, sono diventati esseri in carne ed ossa. Di qui situazioni surreali che l’autore risolve con ironia e sentimento. Come faranno, i due personaggi dal destino pirandelliano, a “salvarsi” nel nuovo teatro, dove ora si prova l’ Amleto? Il finale, a sorpresa, conclude bene questo “apologo” sugli incantesimi del teatro.

Con pene, ovvio (se Mina è a Rio per X, Tenco ara)
di Cosimo Lupo

Una commedia satirica che stigmatizza con una felice vena ironica e grottesca l’uso, diventato moda radical-chic, di risolvere i problemi dell’inconscio sul lettino della psicanalisi. Due coppie, analista e analizzato, si confrontano in contemporanea in due studi adiacenti con “giochi al massacro” a base di disinibiti, paradossali dialoghi in cui eccelle la padronanza della lingua teatrale dell’autore, appena intaccata da licenziosità, superflue a giudizio della giuria, che però non intaccano l’humour schietto e pervasivo dell’insieme.

Mabuse
di Carmelo Pistillo

Muovendo dai precedenti letterari del tenebroso personaggio che Fritz Lang ha portato sugli schermi del cinema del primo Novecento, l’autore ha costruito un thriller che, sorretto da una solida tenuta stilistica, introduce lo spettatore in atmosfere surreali e simboliche. Pazzo, impostore e assassino, il dottor Mabuse, oltre gli schemi del noir, e in un ben tenuto clima di suspence, costringe a riflettere sugli abissi dell’animo umano. Il testo è apprezzabile anche per le intriganti soluzioni teatrali con cui Carmelo Pistillo ha saputo dare rilievo alla cupa vicenda.

Bowling  
di Aldo Selleri

Il testo, di abile scrittura teatrale, affronta in chiave contemporanea i rapporti, problematici e confusi, fra padri e figli. In scena due padri divorziati, i loro due figli maschi e una provocante tredicenne vittima di uno stupro e poi uccisa. Il noir che ne risulta esce dagli schemi consueti, il dialogo è psicologicamente ben risolto e l’uso degli effetti di scena contribuisce a dare alla vicenda un ritmo incalzante, a profitto della resa drammatica.

SEGNALATI

 

nella Sezione Monologo:

Volo verticale di Rosa Filardi; Ridere per piangere di Francesca Matricoti

 

nella Sezione Opera drammaturgica (due atti):

Camilla
di Alberto Azzini; Catherine Gray di Marco Balmativola; Due donne: una commedia triste di Luciano Bertolucci; Il Cambusiere di Giuseppe R. Baiocco; Tutto in una settimana di Andrea Nao