QUARTA EDIZIONE
La
cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 25 giugno 2008 alle ore
18 presso la Libreria Feltrinelli, via Manzoni 12 – Milano.
È stato presentato anche il volume antologico Premio Fersen terza edizione con i testi vincitori.
VINCITORI
MONOLOGO
Cipolle per il mio marinaio
di Angelo Zito
Una donna manifesta, con i toni dimessi della quotidianità ma con
dedizione sincera, il suo amore per il marito, che fa il marinaio, ha una donna
in ogni porto e sembra deciso ad abbandonarla. Il monologo è apprezzabile per i
toni autentici della confessione della donna, che raggiungono il timbro del
patetico ed un umile ma schietto clima poetico. Il finale, teatralmente
efficace, lacera la tela del sogno domestico della donna e rivela una
drammatica realtà.
ATTO
UNICO
La gabbia
di
Vincenzo Di Lalla
L’autore ha scritto una divertente, ingegnosa commedia appartenente al
genere “giallo”, ma con situazioni schiettamente comiche. Vediamo due ladri
che, introdottisi in un lussuoso appartamento per svaligiarlo, incorrono nelle
numerose trappole predisposte dal proprietario che, con diabolica astuzia, ha
messo in opera sofisticati congegni tecnologici per scoraggiarli. Il crescendo
delle disavventure dei due malandrini si conclude in una gabbia dorata che
preclude loro la fuga. Abile e sorprendente anche nel finale a sorpresa,
La gabbia rinnova in ambito
teatrale il comico-grottesco della commedia all’italiana.
Muoviti
di Lucia Berardinelli / Veronica Talassi
Muovendo dalla scoperta casuale, in una strada, di un corpo inanimato –
che forse è un cadavere o forse no – le autrici conducono con verve,
all’insegna dell’ironia, un’inchiesta pseudo poliziesca che diventa, con scorribande
nel genere della rivista goliardica, una comica, dissacrante parodia dei
comportamenti della gioventù d’oggi succube della televisione. Un testo attuale
sul piano del costume, vivace e spiritoso, che riesce a ricavare effetti comici
dalla premessa iniziale del presunto cadavere.
OPERA DRAMMATURGICA (due atti)
Lo sfratto
di Marco Bufarini
Una pièce originale, il cui spunto iniziale è la riapertura di un teatro
distrutto dai bombardamenti durante la guerra e ricostruito. Due personaggi di
una commedia senza fortuna sono rimasti intrappolati nel vecchio teatro e, con
il passare del tempo, sono diventati esseri in carne ed ossa. Di qui situazioni
surreali che l’autore risolve con ironia e sentimento. Come faranno, i due
personaggi dal destino pirandelliano, a “salvarsi” nel nuovo teatro, dove ora
si prova l’
Amleto? Il
finale, a sorpresa, conclude bene questo “apologo” sugli incantesimi del
teatro.
Con pene, ovvio (se Mina è a Rio per X, Tenco ara)
di Cosimo Lupo
Una commedia satirica che stigmatizza con una felice vena ironica e
grottesca l’uso, diventato moda radical-chic, di risolvere i problemi
dell’inconscio sul lettino della psicanalisi. Due coppie, analista e
analizzato, si confrontano in contemporanea in due studi adiacenti con “giochi
al massacro” a base di disinibiti, paradossali dialoghi in cui eccelle la
padronanza della lingua teatrale dell’autore, appena intaccata da licenziosità,
superflue a giudizio della giuria, che però non intaccano l’humour schietto e
pervasivo dell’insieme.
Mabuse
di Carmelo Pistillo
Muovendo dai precedenti letterari del tenebroso personaggio che Fritz
Lang ha portato sugli schermi del cinema del primo Novecento, l’autore ha
costruito un thriller che, sorretto da una solida tenuta stilistica, introduce
lo spettatore in atmosfere surreali e simboliche. Pazzo, impostore e assassino,
il dottor Mabuse, oltre gli schemi del noir, e in un ben tenuto clima di
suspence, costringe a riflettere sugli abissi dell’animo umano. Il testo è
apprezzabile anche per le intriganti soluzioni teatrali con cui Carmelo
Pistillo ha saputo dare rilievo alla cupa vicenda.
Bowling
di Aldo Selleri
Il testo, di abile scrittura teatrale, affronta in chiave contemporanea
i rapporti, problematici e confusi, fra padri e figli. In scena due padri
divorziati, i loro due figli maschi e una provocante tredicenne vittima di uno
stupro e poi uccisa. Il noir che ne risulta esce dagli schemi consueti, il
dialogo è psicologicamente ben risolto e l’uso degli effetti di scena
contribuisce a dare alla vicenda un ritmo incalzante, a profitto della resa
drammatica.
SEGNALATI
nella Sezione Monologo:
Volo verticale
di Rosa
Filardi; Ridere per piangere di Francesca Matricoti
nella Sezione
Opera drammaturgica (due atti):
Camilla
di Alberto Azzini; Catherine Gray di Marco Balmativola; Due
donne: una commedia triste di Luciano Bertolucci; Il Cambusiere di Giuseppe
R. Baiocco; Tutto in una settimana di Andrea Nao